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Enpa a Galletti: fucilate non sono tutela.

«Prendiamo atto che il Ministro, dopo aver più volte ignorato le nostre numerose richieste ufficiali di incontro sulla questione lupi, ci risponde finalmente a mezzo stampa. Tuttavia, da quanto sostiene, ci sembra che egli non abbia piena conoscenza di quanto scritto nella parte III.7, in cui si stabilisce che “tranne che nei casi di particolare necessità legati ad esigenze di ricerca scientifica, sanità e sicurezza pubblica, per valutare una richiesta di deroga è quindi necessario che” (seguono le “condizioni” alla concessione della deroga), nonché di quanto prevede la successiva lettera c, che ora consente di uccidere i lupi nei parchi nazionali e regionali». Lo dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali.

«Traducendo dal gergo burocratico, le norme citate comportano non soltanto la possibilità di uccidere i lupi senza il bisogno di rispettare tutta una serie di vincoli, ma anche la possibilità di abbatterli all’interno delle aree protette. Che – prosegue la Protezione Animali - è esattamente quanto sosteniamo fin da quando abbiamo avuto notizia della nuova versione del Piano Lupo. Per noi l’unica via d’uscita da questa vicenda è lo stralcio delle norme relative all’uccisione degli animali».

L’ultima versione dunque è per Enpa ancora più “letale” della precedente e l’associazione l’ha pubblicato sul proprio sito internet e sulla propria pagina Facebook proprio per permettere a tutti di farsi un’opinione al riguardo, libera da ogni sospetto di manipolazione e di propaganda. «A noi – conclude l’associazione - sta a cuore la sorte dei lupi, come quella di qualsiasi altro animale, ma ci sentiamo anche legati al rispetto dei principi di trasparenza, qualità e correttezza dell’informazione, su cui deve fondarsi un rapporto fiduciario con i cittadini. Singolare, per questo, l’alone di segretezza che da sempre circonda il Piano Lupo; un documento che nelle sue ultime versioni non è stati diffuso dal Ministero alle associazioni e del quale siamo venuti in possesso soltanto per vie traverse».

Infine per quanto concerne l’abbattimento dei cani, esso era presente nel primo testo del documento ed è stato poi espunto a furor di popolo, si precisa che la notizia non è stata diffusa dalla nostra associazione.

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Lupi. Enpa lancia mail bombing contro il Ministro Galletti e Coldiretti: diciamo no allacaccia al lupo. Riduzione tutele è incentivo al bracconaggio

Roma, 26 gennaio 2017 - L'Ente Nazionale Protezione Animali ha lanciato oggi, attraverso i propri canali Facebook (facebook.com/enpaonlus)e Twitter (twitter.com/enpaonlus), una iniziativa di protesta su larga scala per dire no alla caccia al lupo. Caccia che,dopo un regime di protezione speciale di cui questa specie animale gode dal 1946, potrebbe diventare realtà tra pochi giorni.Il 2 febbraio, infatti, il Governo è chiamato ad approvare quello che paradossalmente viene chiamato piano di conservazione del lupo e che autorizza invece con una deroga gli spari contro il più grande predatore italiano, il quale - è bene ricordarlo - svolge una importantissima funzione di bioregolazione tre le specie presenti sul nostro territorio. Soprattutto tra quei cinghiali che ogni giorno si trovano al centro di allarmi più o meno pretestuosi.

La protesta di Enpa è diretta, in particolare, contro il Ministro dell'Ambiente e contro l'associazione agricola Coldiretti, soggetti ai quali deve essere ricondotta la "paternità" della deroga. Secondo Enpa, il titolare del dicastero dell'Ambiente, in ossequio alle proprie prerogative istituzionali, dovrebbe tutelare la biodiversità non certo di sponsorizzare uccisioni e abbattimenti, e dovrebbe anche confrontarsi con tutti i portatori di interessi, associazioni animaliste comprese, e non soltanto con gli allevatori. Ma la caccia al lupo è sostenuta anche da Coldiretti, già fautrice di campagne denigratorie contro i selvatici (cinghiali e, naturalmente, lupi). «I principali responsabili della presunta "emergenza" sono proprio gli allevatori, i quali molto spesso lasciano i loro animali animali incustoditi, senza alcuna protezione dai predatori. Invece, con buona pace di Coldiretti, per evitare le predazioni sarebbe sufficiente predisporre idonei ricoveri per gli animali.Le fucilate - spiega l'Enpa - non sono solo inutili, sono anche pericolose, soprattutto in un Paese come il nostro dove la piaga del bracconaggio rappresenta una grave emergenza ancora irrisolta».

Le uccisioni previste dal piano avranno anche un altro effetto: quello di provocare un'escalation i cui primi segnali si vedono già in oggi. Infatti, in queste ore, proprio all'indomani del via libera della Regioni al piano lupo e dei nuovi comunicati allarmisti di Coldiretti,è stato trovato nel Grossetano il corpo di un lupo decapitato. «La riduzione delle tutele va di pari passo con l'aumento del bracconaggio. Il rischio più che evidente, più che concreto - prosegue l'Enpa - è che, a furia di parlare di uccisioni con il surriscaldarsi degli animi la situazione vada completamente fuori controllo. Per le persone e per gli animali».

Per aderire al mail bombing è possibile cliccare qui: http://urlin.it/1444a1, #cacciaunNo

 
Fiaccolata per ricordare i cani della Rondinaria

fiaccolata ovada

Si terrà mercoledì 1 luglio, dalle 21.00 in piazza Assunta, la fiaccolata organizzata dai volontari del canile di Ovada per ricordare i venti animali morti in località Caraffa, alla Rondinaria. "Non vogliamo che sia dimenticato quanto è successo", la motivazione che ha spinto a organizzare la manifestazione. Vicino al cascinale degli orrori sarà installato anche un cartello con la scritta "Per non dimenticare". Alle cure dei volontari Enpa sono stati affidati altri quattro animali superstiti.

L'Orrore di Cascina Rondinaria

 
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